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La Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo di Sezze si svolge lungo le vie del centro storico il giorno del Venerdì Santo. Si concretizza con una serie di quadri in costumi storici (riproduzioni fedeli basate su appositi studi) che intendono potenziare con l’apporto di quadri del Vecchio e Nuovo Testamento la “Passione di Gesù” nel punto culminante della morte, della traslazione della Salma del Cristo al sepolcro di Giuseppe D’Arimatea, in attesa della promessa Resurrezione. La Sacra Rappresentazione è itinerante ed è arricchita dalla presenza dei cori e da splendidi esemplari di animali; essa si svolge in un’atmosfera molto suggestiva tra le luci sommesse del centro storico del Paese. La Sacra Rappresentazione si compone di circa 50 quadri in costume storico.
Apre San Carlo (Patrono della città) con il suo inno poetico alla Croce.
Segue Abramo, docile alla designazione di lasciare la propria patria per andare incontro alla terra promessa.
Mosè fattosi servo di Javèh per ricordare i 10 comandamenti della vita, è il giusto che preannuncia la via della liberazione dal peccato.
Davide, poi, con la sua cetra canta il divenire della Passione della Carne e dello Spirito del Figlio di Dio.
Così anche i profeti maggiori e le sibille pagane preannunciano l’arrivo del Messia.
Viene poi Giovanni il Battista, a ricordare che l’incarnazione del figlio di Dio è avvenuta.
Si snodano così in tratti essenziali gli episodi della vita del Cristo, preparatori del sacrificio del Golgota: dalla strage degli innocenti alla predicazione evangelica del nuovo regno spirituale annunziato da Gesù ancora dodicenne.
La fragilità umana di San Pietro e il tradimento di Giuda sono il preludio alla morte di Gesù nel Calvario della Croce.
Prima della morte del Cristo il sole si eclissò, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio quando il Velo del Tempio si squarciò le tombe si aprirono e il centurione visto ciò si pentì glorificando Dio.
A notte la traslazione del Sepolcro e infine la Resurrezione.