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Presidente della Provincia di Latina, Armando CusaniCon la partecipazione a Santiago de Compostela la Sacra Rappresentazione di Sezze assume da quest’anno una valenza culturale mondiale. Durante la Settimana Santa il centro collinare lepino torna a rivivere il dramma della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo.
I cappucci inamidati e calati, di colore bianco, coprono i volti dei devoti testimoniando lo sconforto dell'errore umano per la crocifissione del Cristo. Quel Cristo che è lì esposto sul legno della salvezza dopo la salita al Golgota. Il popolo si reca devoto ai piedi della Croce che sovrasta il paese e attende immobile l'ora del tramonto per la deposizione.
Secondo un rito, attori e gente del luogo, si incamminano per le vie cittadine con spirito di condivisione mistica per la Passione del Cristo e per il dolore della Madonna. 
Non è solo folklore, è pia devozione di un popolo che cerca di sfuggire dal peccato e che attende l'ora della Pasqua di Resurrezione in un mesto silenzio.
Non è soltanto  il ripetersi di un evento annuale quello di Sezze ma è il rinnovarsi della fede di un popolo.
Un rito sacro non da vedere, ma da partecipare! Una fede popolare, spero che continuerà a rinnovarsi nella quotidianità del vivere.
Lo scopo della Sacra Rappresentazione va ben oltre il fatto scenico, infatti, vuole dare il contributo per testimoniare l’unico modello di vita: Gesù Cristo. Ci addolora che molti giovani pieni d’inquietudine, cercano di scoprirsi e valorizzarsi nella violenza e nella droga soprattutto perché non hanno mai meditato sul simbolo cristiano della Croce che è Salvezza.

Il Presidente della Provincia di Latina
Armando Cusani